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CHE COS’E’ L’ADDOLCIMENTO DELLE ACQUE E COME FUNZIONA L’ADDOLCITORE?

L’addolcimento dell’acqua, detto anche decalcificazione, consiste in un processo di permutazione sodica. Attraverso tale processo infatti, gli ioni calcio e magnesio presenti comunemente nell’acqua, responsabili della formazione del comune calcare e delle conseguenti incrostazioni, vengono sostituiti con ioni sodio: grazie a questo processo l’acqua, privata del carbonato di calcio, non è più dura come in origine. Questo processo di scambio ionico avviene grazie alla presenza nel sistema di addolcimento di resine ad alto potenziale di scambio che vengono periodicamente rigenerate con una soluzione di cloruro di sodio (sale da cucina).

Le acque in generale e in particolare quelle di rete, contengono in misura variabile sali di calcio e magnesio, principalmente sotto forma di carbonati e bicarbonati; la loro presenza rende l’acqua dura, molto dura o anche durissima, mentre la loro riduzione o eliminazione rende l’acqua dolce (da qui il termine addolcimento). Il bicarbonato di calcio in particolare, sotto l’effetto dell’acqua riscaldata e in minor misura anche a temperatura ambiente, si trasforma in carbonato di calcio, il comune calcare, con i problemi che ne derivano e che sono ben noti a tutti: problemi di incrostazioni alla caldaie, alle tubature, agli elettrodomestici.

CHE VANTAGGI SI TRAGGONO DALL’ADDOLCIMENTO DELL’ACQUA?

1. Il lavaggio risulterà più facile ed economico: si ridurranno i consumi dei detersivi, abiti e biancheria saranno più freschi, più morbidi e più puliti. L’acqua decalcificata non provocherà attriti: i colori rimarranno vivi e i tessuti dureranno di più.

2. Posate, piatti e bicchieri non usciranno dalla lavastoviglie, segnati o macchiati.

3. Le vostre mani non risulteranno arrossate e neppure lo sarà la pelle del viso e di tutto il corpo. Infatti l’acqua decalcificata accarezza dolcemente senza irritare. Anche il rasoio scivolerà dolcemente sul viso e la lama durerà di più.

4. Caldaie, scaldabagni, tubazioni, rubinetti vedranno ridotte le incrostazioni e i depositi di calcare. Il flusso dell’acqua non rallenterà, le valvole non si ostruiranno, la bocca d’uscita dei rubinetti non mostrerà antiestetiche incrostazioni, il consumo d’energia sarà ridotto e gli impianti dureranno di più.

5. Quando sarete sotto la doccia o nella vasca da bagno, l’acqua vi avvolgerà e accarezzerà dolcemente e completamente eliminando dalla pelle ogni residuo di sapone. I pori non resteranno ostruiti e si avrà una traspirazione regolare. Proverete una sensazione di freschezza, e ne uscirete più rilassati che mai. Anche i vostri capelli risulteranno più splendenti e docili al pettine perché non saranno più aggrediti dal calcare e dalle altre sostanze, e perché nell’acqua decalcificata qualsiasi shampoo si scioglie più facilmente.

6. Non vedrete più le antiestetiche macchie e striature sui sanitari, sui pavimenti e sui rivestimenti, perché l’acqua decalcificata elimina ogni traccia residua di sapone, di detersivo e di detergente.

7. Il ferro da stiro, il frullatore e tutti gli altri piccoli elettrodomestici non resteranno incrostati e dureranno di più.

8. Risulterà più morbida per la gioia delle pentole e dei tegami che si vedranno prolungata la loro durata.

Oggi si parla di addolcimento dell’acqua, ma cosa significa effettivamente rendere l’acqua dolce? Addolcire l’acqua significa eliminare calcio, magnesio e altri cationi metallici che conferiscono quel sapore più duro all’acqua del rubinetto. L’acqua, che proviene dall’operazione di addolcimento, si può ottenere usando addolcimento in calce o resine a scambio ionico.

PROBLEMI CAUSATI DALL’ACQUA DURA

La presenza di ioni metallici nell’acqua può causare diversi problemi: per esempio, gli ioni tendono a interferire con l’azione dei saponi causando l’accumulo di calcare che ostruisce le tubature dell’acqua promuovendo la corrosione galvanica.

Quando ci si lava con l’acqua dolce, invece, il sapone tende a scivolare perché, legandosi al grasso naturale della pelle, le molecole di sapone diventano difficili da rimuovere con la semplice diluizione, mentre se l’acqua contiene ioni, calcio e magnesio si riuscirà facilmente a rimuovere il sapone residuo dalla pelle ma non la schiuma di sapone che si accumula sotto forma di calcare sulle superfici di vasca e doccia.

Il modo più comune per addolcire l’acqua si basa sull’uso di polimeri a scambio ionico o sull’osmosi inversa. La durezza dell’acqua infatti è data proprio dall’alta concentrazione di sali di calcio e magnesio, principali cause delle incrostazioni di calcare sulle superfici. Altri metodi includono l’uso di agenti chelanti o di apparecchi che usino il magnetismo o l’elettrolisi che rimuovono gli ioni e addolciscono l’acqua.

Per esempio, nelle acque industriali bisogna prevenire proprio le incrostazioni di calcare e, per farlo, si usano agenti chelanti che si legano chimicamente agli ioni di calcio e magnesio impedendo loro di assumere forma solida sotto forma di calcare. Si tratta degli stessi agenti che vengono aggiunti nei detersivi.

I DISPOSITIVI DI RESINA A SCAMBIO IONICO

Gli addolcitori d’acqua convenzionali a uso domestico e professionale sono composti da una resina a scambio ionico per cui gli ioni di calcio e magnesio vengono sostituiti con ioni di sodio e potassio. Le resine a scambio ionico, quindi, sono fondamentali per poter addolcire l’acqua sanitaria: tali resine sono formate da polimeri organici dalla struttura a gruppi funzionali in cui sono contenuti gli ioni di sodio che vengono scambiati con quelli di calcio e magnesio responsabili della durezza dell’acqua.

Le resine, quindi, vanno riattivate nel momento in cui iniziano a scarseggiare gli ioni di sodio che sono stati persi man mano durante gli scambi. Questa riattivizzazione può avvenire attraverso il lavaggio con una soluzione concentrata di acqua e cloruro di sodio. Come funziona l’addolcitore e la riattivizzazione delle resine? Un moderno addolcitore è formato da un cabinato dove va inserita la soluzione di acqua e sale, una bombola che contiene le resine, e una valvola elettromeccanica o elettronica che serve per far passare l’acqua dall’addolcitore alle resine.

Tale valvola inoltre, regola anche lo scarico dell’acqua satura nonché il prelievo della soluzione salina quando bisogna effettuare la rigenerazione delle resine. Proprio per eseguire questa operazione, qualsiasi addolcitore deve includere un dispositivo automatico per poter effettuare la rigenerazione almeno ogni quattro giorni. La rigenerazione delle resine può essere effettuata tramite un sale sodico di acido forte in soluzione satura. Diversamente dalla demineralizzazione l’addolcimento non elimina i solidi disciolti ma tende a modificarli chimicamente.